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Piscine · Normativa

Lo scarico delle acque delle piscine

Dalle piscine, pubbliche e private, escono due tipi di acque: quelle di svuotamento e di rinnovo della vasca e quelle di controlavaggio dei filtri. Prima dello scarico devono rispettare i limiti del D.Lgs. 152/2006: il cloro, mantenuto in vasca intorno a 1,0 mg/l per la disinfezione, va ridotto entro 0,2 o 0,3 mg/l secondo il recapito.

  • D.Lgs. 152/2006, Allegato 5
  • DPR 227/2011
  • Svuotamento e controlavaggi
  • Declorazione prima dello scarico
Schema della declorazione dello scarico con sensore di presenza acqua
Declorazione dello scarico
0,2mg/lCloro attivo libero in acque superficiali
0,3mg/lCloro attivo libero in fognatura
0,2mg/lCloro attivo sul suolo
1,0mg/lCloro libero tipico in vasca
Le acque

Quali acque escono da una piscina

1

Svuotamento, rinnovo e rabbocco

Le acque di svuotamento della vasca e di rinnovo periodico possono essere assimilate alle acque reflue domestiche: per le piccole e medie imprese lo prevede il DPR 227/2011 (tabella 2, punto 19), in assenza di una disciplina regionale. Previa declorazione, si scaricano secondo le norme vigenti.

2

Controlavaggio dei filtri

Le acque di controlavaggio sono escluse dall’assimilazione se non preventivamente trattate. La Corte di Cassazione (sentenza n. 10373/2020) le ha qualificate come acque reflue industriali: senza trattamento, lo scarico richiede l’autorizzazione e deve rispettare i limiti della Tabella 3.

Limiti

I limiti del cloro allo scarico

I valori limite di emissione sono quelli dell’Allegato 5 alla Parte terza del D.Lgs. 152/2006, salvo limiti più restrittivi fissati da Regioni, autorità competenti o gestori della rete fognaria.

Acque superficiali

Tabella 3: cloro attivo libero non superiore a 0,2 mg/l.

Fognatura

Tabella 3: cloro attivo libero non superiore a 0,3 mg/l, in assenza di limiti diversi stabiliti dall’autorità competente o dal gestore dell’impianto di depurazione finale.

Suolo

Tabella 4: cloro attivo non superiore a 0,2 mg/l, oltre agli altri parametri previsti per lo scarico sul suolo.

Con il cloro libero in vasca a 1,0 mg/l, prima dello scarico occorre quindi ridurlo a 0,2 – 0,3 mg/l. Le acque di controlavaggio contengono inoltre i solidi trattenuti dai filtri e possono superare gli altri parametri della tabella, come i cloruri.

Trattamenti

Come si trattano prima dello scarico

Pompa dosatrice del prodotto declorante
1

Declorazione

Una pompa dosatrice immette nella tubazione di scarico un declorante, ad esempio sodio metabisolfito o perossido di idrogeno, con dosaggio costante attivato da un sensore di presenza acqua oppure proporzionale al volume misurato da un contatore.

Sistemi di declorazione →
2

Attesa

Alcuni regolamenti locali ammettono, in alternativa alla declorazione, lo scarico delle acque di svuotamento dopo un periodo di attesa dall’ultima clorazione (ad esempio 15 giorni), durante il quale il cloro si esaurisce.

3

Pozzetto di decantazione

Per le acque di controlavaggio si prevede un pozzetto di decantazione che trattenga i fanghi e i solidi rimossi dai filtri, seguito da pozzetti di ispezione per il controllo dello scarico.

4

Recupero

Dove consentito, le acque declorate possono essere raccolte in una vasca di accumulo e riutilizzate, ad esempio per l’irrigazione, evitando lo spreco di acqua.

Dosaggio

Come si dosa il declorante

Schema della declorazione dello scarico con sensore di presenza acqua

Con sensore di presenza acqua

Un sensore capacitivo, installato all’esterno della tubazione senza contatto con l’acqua, rileva l’acqua durante le fasi di scarico e attiva la pompa, che dosa una quantità costante di declorante (0 – 800 o 0 – 8.000 g/h). La quantità si determina in base al cloro totale in vasca, alla portata della pompa di ricircolo e alla quantità di prodotto necessaria per abbattere 1 mg/l, indicata in etichetta.

Schema della declorazione dello scarico con contatore lancia impulsi

Con contatore lancia impulsi

Un contatore a turbina o Woltmann sulla tubazione di scarico invia un impulso a ogni volume d’acqua impostato e la pompa dosa il declorante in proporzione al volume scaricato. Si impostano gli impulsi per litro (contatori a turbina) o i litri per impulso (Woltmann), il cloro totale, la concentrazione di prodotto da dosare e il titolo del prodotto.

Piscine private

Anche nelle piscine private

Piscina privata

Le stesse regole sul cloro

Lo scarico delle acque di una piscina privata deve rispettare gli stessi limiti allo scarico: anche qui l’acqua va declorata prima dello svuotamento e dei controlavaggi.

Sistemi per piscine private →

Regolamenti regionali e comunali

L’assimilazione alle acque reflue domestiche e le modalità di scarico (fognatura, suolo, corpo idrico, recupero) sono disciplinate da Regioni e Comuni, che possono anche vietare l’immissione delle acque di svuotamento nella rete dei reflui.

Questa pagina è una sintesi divulgativa e non sostituisce i testi di legge e i regolamenti locali: prima di realizzare uno scarico verificate sempre le prescrizioni dell’ente competente.

Consulenza tecnica

Indicateci il volume della vasca, la portata della pompa di ricircolo e il recapito dello scarico: vi proporremo il sistema di declorazione più adatto.

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